Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più, se sposti un po’ la seggiola stai comodo anche tu… gli amici a questo servono a stare in compagnia, sorridi al nuovo ospite non farlo andare via”: chi non conosce del celebre motivetto che è una delle colonne sonore presenti nell’omonima commedia musicale di Garinei e Giovannini, scritta tra il 1973 e il 1974, ispirata al romanzo “After me the Deluge” di David Forrest.

Ma come mai questa canzone parla di amicizia e tavola apparecchiata ?

Perché non solo pare che mangiare insieme cementifichi i rapporti tra persone che si conoscono, ma che addirittura condividendo non solo il posto a tavola ma addirittura lo stesso cibo due sconosciuti leghino più in fretta e collaborino di più rispetto a due persone che scelgono pietanze differenti.

Questo almeno è quello che sostiene la University of Chicago che ha effettuato due diversi studi attraverso i quali si è analizzato come e se gli alimenti possano influire sulle dinamiche sociali, avvicinando o allontanando due o più individui che non si conoscono.

In buona sostanza, secondo questi studiosi, non si tratta solo di una questione di compagnia, ma esattamente di cibo scelto: in effetti, in barba al galateo, pensate a quanto sia frequente che un vegetariano e un onnivoro alla stessa tavola discutano sui diversi punti di vista, arrivando spesso a trascendere e litigare.

Nel primo studio effettuato a due sconosciuti veniva chiesto di fingersi uno investitore e gestore di fondi: quelli ai quali erano state date le stesse caramelle si dimostravano più generosi, quelli con caramelle differenti erano più diffidenti. Nel secondo studio degli sconosciuti dovevano gestire una trattativa, e allo stesso modo quelli che condividevano lo stesso cibo necessitavano di un tempo dimezzato per accordarsi rispetto a quelli che avevano piatti differenti.

Aggiungi un posto a tavola e ricordati quindi quando devi apparecchiare la tavola e ci sono dei commensali che non conosci, di infischiartene dei loro gusti, o delle presunte preferenze alimentari, e di prevedere lo stesso cibo per tutti, in modo da incrementare la fiducia e la collaborazione. Se poi si tratta, che sappiamo, di musulmani piuttosto che di ebrei, oppure di celiaci o persone allergiche alla caseina, beh cavoli loro, la cosa importante è che si cooperi!!!

E inoltre, al primo appuntamento o al primo incontro, per rompere il ghiaccio, scegli lo stesso piatto, o almeno qualcosa di simile….

Aggiungi un posto a tavola: storia di una canzone e di un costume

La storia si apre in un immaginario paese di montagna in cui Don Silvestro, il parroco, organizza uno spettacolo musicale intitolato Aggiungi un posto a tavola. Una sera Don Silvestro riceve una telefonata dal Signore che gli annuncia l’intenzione di mandare sulla Terra un secondo diluvio universale, e gli conferisce l’incarico di costruire un’arca per salvare tutti gli abitanti e gli animali del paese: per questo la notte seguente sarà destinata alla procreazione e tutti gli uomini dovranno giacere con le proprie mogli per generare figli.

I compaesani, dapprima increduli, si persuadono di quanto sta per accadere e cominciano i lavori per l’arca. A turbare la situazione interviene Consolazione, donna di facili costumi che invoglia tutti gli uomini a passare la notte con lei anziché con le ì mogli: tutto si risolve con Toto che, aiutato dal Signore, ritrova la sua virilità e tiene occupata Consolazione. Sarà Don Silvestro a convincere i compaesani ad accettare la donna, che Toto vuole sposare, ricordando loro che il significato di Aggiungi un posto a tavola è di saper perdonare.

Non vi diciamo cosa accadrà tra Don Silvestro e il personaggio Clementina, anche perché ad Aprile 2016 la Compagnia Dell’Alba presso il TEATRO STABILE D’ABRUZZO ha presentato questa commedia musicale scritta con IAIA FIASTRI, arricchita dalle musiche del maestro ARMANDO TROVAJOLI e dalle coreografie originali di GINO LANDI con GABRIELE DE GUGLIELMO nelle vesti di Don Silvestro, FABRIZIO ANGELINI in quelle di Crispino e CAROLINA CIAMPOLI che impersona Clementina, e non è detto che anche per la fine del 2016 e per il 2017 non riusciate a trovare nuove date per poter godere di questo spettacolo in musica.

D’altronde Aggiungi un posto a tavola ha visto oltre 150 repliche in tutta Italia e più di 100mila spettatori.

La commedia musicale si conclude quando tutti siedono a tavola a brindare. Ma a chi si riferisce Aggiungi un posto a tavola? Al Signore, ovviamente!

Le ricette salva-cena (Benedetta Parodi docet!)

Ma cosa accade se a mezzora dal pasto serale, tuo figlio ti telefona e ti dice: “Mamma aggiungi un posto a tavola che viene un mio amico a casa”?

Invece di farti prendere dal panico, lava delle patate e senza asciugarle mettile su un piatto adatto al microonde comprese di buccia (incisa con dei taglietti), copri con un coperchio o della pellicola per microonde e accendi alla massima potenza cuocendo per 3 minuti da un lato e 3 dall’altro (se si tratta di patate piccole, altrimenti 4 per lato per quelle medie, e 5 per patate grandi).

Lessate le patate, pelale e grattugiale, condisci con sale e pepe, e in una padella antiaderente unta compattale con una forchetta o un cucchiaio, e cuocile con il coperchio per 10 minuti a fiamma media, quindi girarle e lasciale sul fioco per altri 10 minuti.

Se volete fare un figurone friggete delle uova ad occhio di bue, nella stessa padella, e disponetele sopra il rosti con sopra dei pezzetti di pancetta croccante.

Poi però, senza seguire la regola che prevede di apparecchiare la tavola prima che gli ospiti arrivino, lasciate che a preoccuparsi di questa incombenza siano vostro figlio e il suo ospite: così magari imparerà ad avvisarvi prima la prossima volta! E sarebbe anche carino se mentre li guardate preparare la tavola voi canticchiaste “aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più…”!!!