Uno sguardo più attento al materiale di cui si compongono i bicchieri in vetro 

Nella vita quotidiana è così tanto diffuso (e non si parla solo di bicchieri di vetro, ma di tutta una gamma di oggetti e prodotti realizzati col medesimo materiale, che vanno dai vasi e l’oggettistica varia, alle lastre trasparenti applicate a finestre e balconi, fino ai parabrezza di automobile e aereo), che spesso rischia di passare inosservato: ma il vetro cos’è?

Si tratta di un materiale che si ottiene per solidificazione di alcune sostanze che si trovano allo stato liquido, prima che cristallizzino.

Tra le sue caratteristiche figurano la trasparenza, la durezza, l’inerzia chimica e biologica, la liscezza della superficie. Oltre altre peculiarità, non esattamente positive, come la fragilità e la tendenza a rompersi in frammenti taglienti.

Il vetro si prepara per fusione di miscele di silice, come quarzo e sabbia, e di carbonati metallici (di sodio, potassio, calcio, piombo), a temperature comprese tra i 1200 e i 1500°C, poi lasciate raffreddare, per essere successivamente sottoposte a diversi processi di lavorazione, come la soffiatura (per i vetri artistici), lo stampaggio (per i bicchieri da tavola e i contenitori), la filatura e la colata.

A seconda delle lavorazioni a cui è sottoposto è possibile individuare diverse tipologie:

  • vetro comune, che si caratterizza per l’aggiunta di diossido di silicio
  • vetro cilindrico, così denominato perché soffiato all’interno di stampi metallici che gli conferiscono la forma in questione
  • vetro stampato, su una delle cui superfici viene stampato un disegno in rilievo
  • vetro retinato, prodotto incorporando una rete metallica all’interno.

E ancora: vetro float (o galleggiante), vetro tirato (lucido), vetro temprato, stratificato, satinato, acidato, argentato, autopulente, isolante, basso-emissivo, etc.

Brevissima storia dei bicchieri di vetro

Sintetizziamo al massimo: la scoperta del vetro ha origini molto antiche, tanto che non si sa precisamente a chi attribuirla, né quando. Il primo reperto in vetro che sia stato rinvenuto è una bottiglia esposta al British Museum risalente al 1450 a.C.

Bisognerà attendere la dinastia Giulio-Claudia affinché, grazie alla tecnica della soffiatura (che sostituì la precedente colatura), tra i ricchi e variegati oggetti delle tavole dei romani agiati (costituiti prevalentemente d’oro, argento e murra -una pietra opaca e preziosa d’origine orientale-, di terracotta, e cristallo di rocca), cominciassero a fare la loro comparsa anche suppellettili di vetro soffiato decolorato (cioè trasparente).

Lo stato dell’arte dei bicchieri di vetro: Kasanova, Bormioli Rocco e Tognana per gradire! 

E oggi?

Alo stato attuale, assieme alla plastica, il vetro regna incontrastato nel mondo dei bicchieri!

Che si tratti di bicchieri in vetro da vino, acqua, cognac, liquori, cocktail e altre bibite, che si prediligano quelli trasparenti piuttosto che quelli colorati, si tratta di una suppellettile da tavola indispensabile per impreziosire pranzi, cene e aperitivi, consentendo sempre di dare sfogo al proprio estro, o di comunicare i propri gusti, a seconda che si opti per forme stilizzate e volumi semplici, o piuttosto per profili arditi e sagome particolari.

Di Kasanova ci piacciono soprattutto le proposte di bicchieri colorati:

• un servizio da 6 bicchieri in vetro a effetto colorato e fondo trasparente nelle vivaci tonalità di rosa, azzurro, arancione, viola, verde e giallo; completamente lavabili in lavastoviglie, studiati per mantenere il colore e la lucentezza nel tempo; la cui particolarità risiede nelle scanalature orizzontali (antiscivolo e comode per la prensione) che le fa simpaticamente accostare agli articoli in plastica usa e getta

• un set di flute in plastica con stelo colorato e calice amovibile, leggero e pratico, perché facilmente lavabile

bicchieri singoli arricchiti da macchioline o casuali strisciate di colore, che paiono strizzare l’occhio a Kandisky

• e un bicchiere smaltato con decori, al costo di 7.90 euro, che ricorda un po’ la forma dei tumbler di misura piccola, pratico e maneggevole, comodo per l’impugnatura e la capienza notevole, ideale come bicchiere da cocktail e liquori.

Alcuni di quelli proposti da Bormioli Rocco ci sconfinferano parecchio, come il BICCHIERI DA ACQUA ROMANTIC, 4 pezzi a 9 euro e cinquanta, complemento perfetto per una tavola dal carattere bon ton e dal mood vintage, grazie ai dettagli preziosi e alle suggestioni d’altri tempi; o il BICCHIERE DOF DIAMOND, 6 pezzi per poco più di 6 euro, in vetro colorato in pasta, caratterizzati da una preziosa lavorazione diamantata proposta in tonalità indelebili, che consentono anche il lavaggio in lavastoviglie; la soprattutto il BICCHIERE LUI CERALACCA, disponibile in rosso e viola, al costo di 11,60 euro per un set da 6, con una capicenza di 38,5 cl e decoro Hand Made (un complemento adatto ad una tavola moderna e vivace, che però si fregia di pezzi unici, essendo realizzati a mano, come anche i CALICI DA COCKTAIL, i BICCHIERI DA BIBITA e quelli DA LIQUORE che appartengono alla stessa linea).

Mentre tra le proposte Tognana Porcellane quelle che vogliamo consigliarvi sono la linea Brenda di Andrea Fontebasso 1760, con bicchieri realizzati in pasta di colore, con vivaci ed originali “macchie” di tinta (Rosso, Arancio, Verde o Viola), che sono l’ideale per la tavola trendy di tutti i giorni; e le linee Solange e Gloria che, la prima con forme arrotondate e la seconda più squadrate, rivisitano la tradizione dei calici e degli intarsi, “sdrammatizzandola” col colore.

(C’è poi un’altra linea della stessa azienda che pure ci sentiamo di suggerire, Vega, ma lo faremo a tempo debito, cioè quando parleremo dei bicchieri in cristallo…)

I bicchieri di vetro che fanno strabuzzare gli occhi! 

Si tratta di un materiale che può essere forgiato a piacere, ed ecco il motivo per il quale alcuni bicchieri in vetro sono assolutamente sui-generis: come quelli di Vanessa Mitrani realizzati con vetro soffiato “costretto” all’interno di strutture metalliche deformate e avvolte fra loro (dalle forme quanto meno bizzarre); o come Meld Wine Glass, con sagoma della mano già impressa; o Moon glass (più delle tazze che dei bicchieri, a dire il vero) che per via dell’irregolarità della base mostrano le diverse fasi lunari man mano che vi si versa il liquido.