Se vogliamo parlare di galateo delle posate cominciamo almeno con le cose più curiose.

il galateo delle posate

Ad esempio: sapete cosa prevede la regola per apparecchiare in modo impeccabile la tavola dei più piccoli? Che al di sotto dei dieci anni le posate da frutta prendano il posto di quelle normali.

Restando sempre sulle stesse posate, su una tavola degna di questo nome non possono mancare, altrimenti come mangeremmo la frutta? Ma puntualmente nessuno le usa, se non per consumare una torta cremosa o pannosa, anche perché è vero che il galateo sostiene che nulla si mangia con le mani, ma poi le eccezioni ci sono: se è chiaro che non affonderemo le dita nel purè, potremo usare pollice e indice per gustarci una fetta di salame o una scaglia di parmigiano, o anche un’albicocca, delle ciliegie e delle fragole servite intere. Le mani sono ammesse anche per mangiare le banane, mentre vige il divieto per pesche (soprattutto quando mature) e loti (che, per rispetto del galateo delle posate, vanno tagliati a metà, bloccati con la sinistra e scavati con il cucchiaino retto dalla destra).

Altra curiosità sempre a proposito del bon ton nell’utilizzo delle posate a tavola: in Italia posizioniamo la forchetta con i rebbi verso l’alto, i Francesi fanno il contrario!

I capisaldi delle regole del galateo delle posate

A proposito di forchette: ormai in disuso quelle da pesce, per cui se vogliamo semplificare, eliminando questo accessorio, ci è concesso farlo. Allo stesso modo che è possibile rimuovere il cucchiaio qualora non si siano previsti nel menù brodo o zuppa.

Vanno invece raddoppiate, le forchette, se sono previsti sia il primo che il secondo, ed entrambe vanno posizionate a sinistra del piatto.

Domanda: se state semplicemente facendo una pausa, magari per bere o per chiacchiere con un altro commensale, ma volete evitare che la padrona di casa vi sfili il piatto pensando che non abbiate intenzione di finire la pietanza, sapete come comunicarlo? Per il galateo le posate dovrete appoggiarle con la punta sul piatto, perché nel caso in cui le lasciate nella posizione quattro e venti starete comunicando che avete finito di mangiare.

Le ultime regole previste sono abbastanza intuitive: non si gesticola con la forchetta in mano, men che meno col coltello, e non li si brandisce come fossero armi; lame e rebbi non si fanno stridere sul piatto e non si utilizzano a mo’ di stuzzicadenti (aborro!). Il cucchiaio si mette in bocca di punta e non di lato, e soprattutto non vi si succhia il brodo (con tanto di rumori molesti)! Quello che si infilza con la forchetta si caccia tutto in bocca (non è consentito dare piccoli morsi o rosicchiare un pezzo di cibo che resta in bilico tra i denti e la posata in questione). E sempre a proposito di forchetta: è essa che va avvicinata alla bocca, il che significa che non ci si incurva e non si reclina la testa per raggiungere il piatto).

La madre di tutte le regole è quella che prescrive la loro corretta collocazione: le forchette vanno a sinistra del piatto, secondo l’utilizzo (quella da antipasto all’esterno, perché da adoperare per prima, seguita da quella per il pesce e alla fine da quella normale); il coltello va alla destra con la lama verso il piatto, come anche per da pesce e il cucchiaio; le posate da frutta vanno collocate sopra il piatto.

Un’ultima raccomandazione: quando preparate una cena e invitate degli amici, per quanto possa essere informale l’atmosfera, sappiate che il galateo delle posate prevede in questo caso che adoperiate quelle di plastica se scegliete piatti dello stesso materiale (onde evitare quella situazione sconveniente nella quale i piatti si sollevano sotto il peso delle posate di acciaio). Ma tenete anche presente che le stoviglie usa e getta andrebbero adoperate solo per un pranzo in piedi, che però, a sua volta, non dovrebbe prevedere pietanze da tagliare!