Le tipologie di bicchieri da cognac presenti sul mercato e come scegliere il migliore.
Bicchieri da cognac
La caratteristica fondamentale dei bicchieri da cognac è che facciano risaltare gli aromi inconfondibili tipici di questo liquore, ottenuto dalla distillazione del vino bianco, prodotto nell’ovest della Francia, le cui origini sono assai antiche, risalenti forse al 1622, e forse tramandato dagli olandesi, generalmente invecchiato per non meno di 4 anni, e in casi particolari anche oltre i 40.

È per questo che sono richieste delle suppellettili adeguate alla degustazione soprattutto quando si è seduti attorno ad una tavola magnificamente apparecchiata: vediamo dunque quali sono i bicchieri da cognac disponibili sul mercato, e quali possiedono i requisiti più appropriati.

In linea di massima deve trattarsi di un bicchiere in vetro sottile, di modo che il calore del palmo della mano possa scaldarne le pareti, traferendosi di conseguenza al liquore, che libererà così tutti i suoi profumi.

Tra le possibili opzioni il balloon, che si caratterizza per la presenza dello stelo, e per una base più larga rispetto al bordo superiore, di modo che, una volta sprigionato il bouquet, esso non si disperda ma venga convogliato verso le narici per la degustazione olfattiva. Affinché però la degustazione avvenga nel modo migliore è consigliabile riempierlo solo per un terzo (per cui, dato che la sua capacità si aggira tra 180 e 240 ml, andranno versati tra i 60 e i 90 ml).

La forma “a tulipano” è tipica di una suppellettile in vetro sottile, di dimensioni ridotte, con gambo affusolato e leggera svasatura (che, come quelli precedenti, vanno riempiti per meno della metà).

Decisamente più insolita e di impatto la forma dei bicchieri da degustazione senza stelo, che addirittura possono muoversi su qualsiasi superficie).

Qual è il miglior bicchiere da cognac?

Questi quelli in commercio: ma cosa ne pensano gli esperti?

Il balloon, nonostante sia dai più considerato il bicchiere per eccellenza per mescere il cognac, in realtà presenta dei difetti strutturali, dati dall’eccessiva superficie, per cui il volume alcolico che arriva alle narici rischia di generare uno stordimento olfattivo, e inoltre induce a versare dosi eccessive di un distillato che alla fine è prezioso e pure costoso, e l’ampiezza della bocca, che impedisce di convogliare gli aromi verso il naso. Saranno questi limiti i motivi per cui nella Charente (distretto francese tra le cui città figura anche Cognac, dalla quale il distillato trae il suo nome) il balloon non è conosciuto?!

Il miglior bicchiere per questo distillato è quello a forma a tulipano, proprio in virtù del fatto che è esente dai difetti di cui sopra, caratterizzandosi per un volume contenuto, (generalmente non superiore ai 150 ml), una base ampia, un’imboccatura stretta, un’estrema sottigliezza del vetro che gli consente di scaldarsi agevolmente tra le mani. Unico neo: in Italia non è facilmente reperibile. Per questo è possibile adoperare in alternativa un bicchiere dalle pareti alte senza palloncino alla base, oppure un bicchiere da grappa.  Proprio per questa difficoltà nel trovarlo, è bene dare una dritta: l’azienda che produce i perfetti bicchieri per i degustatori è l’austriaca Riedel , che addirittura differenzia la sua produzione di calici a seconda che debbano contenere cognac “giovani” o invecchiati (sappiate però che per un prodotto del genere si può arrivare a pagare tanto quanto una bottiglia di distillato!).

Piuttosto critico il giudizio invece nei confronti dei bicchieri senza stelo: non solo perché un’ottima degustazione non deve puntare alla bellezza estetica ma alla funzionalità, ma soprattutto perché il movimento rotatorio necessario all’ossigenazione deve essere delicato, appena accennato, e non “privo di controllo” come in questo caso. Noi vi proponiamo comunque il nome di una delle case produttrici, la Normann – Copenhagen, ma sappiate che i puristi dissentono!

Bicchieri da cognac: nomi e cognomi!

Rosendahl propone due bicchieri da cognac in vetro senza piombo della Serie Grand Cru disegnata da Erik Ruspa, lavabili in lavastoviglie e dalla capacità di 400 ml.

Rosendahl, Bicchiere da cognac, 2 pz, 40 cl

Rosendahl - Cucina

26,72 EUR

Per poi proseguire con le proposte di Villeroy & Boch: Entrée, il Tumbler da 110ml acquistabile a meno di 15 euro, e Octavie, in cristallo, con capienza di 126 mm, e stelo corto, spesso e intagliato.

Il Calice Riserva della Bormioli Rocco, pratico e funzionale, che unisce l’eleganza del gambo stirato alla resistenza del vetro Star Glass, puro e trasparente, privo di piombo (e quindi amico dell’ambiente), dal design elegante e raffinato, tagliato al laser, lavabile in lavastoviglie.

Se invece volete concedervi il non plus ultra non dovete badare a spese per Perfection, il miglior bicchiere da cognac in cristallo di Baccarat, con stelo corto e un’ampia coppa a palloncino, lavorato a mano con gli stessi rigorosi standard qualitativi del distillato destinato a contenere.

E lo scalda-cognac?

Come detto in precedenza, il cognac, per essere assaporato al meglio, va scaldato tra le mani: eppure esiste in commercio uno strumento specifico per lo scopo, non a caso detto scalda-cognac.

Anche in questo caso gli esperti inorridiranno, dal momento che la fiamma, oltre ad essere pericolosa vicino ad un liquido infiammabile, cuoce letteralmente gli aromi del distillato, e fa evaporare (rapidamente) l’alcool provocando una sgradevole “ubriacatura olfattiva”.

Se però poco vi importa dei pareri altrui (!), in vendita su Amazon è un modello in metallo argentato con bicchiere stile Filo al costo di poco più di 45 euro.

 

Cognac o whisky?

Una delle differenze più evidenti tra cognac e whisky è che mentre per la produzione del primo vengono impiegate le uve bianche, per il secondo si ricorre ai cereali. In aggiunta: il primo è costituito esclusivamente di succo d’uva, mentre il whisky utilizza l’orzo come base, in aggiunta ad altri cereali come segale, malto, grano e mais.

Entrambi adottano come metodo produttivo la distillazione, che però nel caso del cognac è doppia.

Inoltre, altra distinzione rispetto agli altri liquori a base di frutta, è l’invecchiamento del cognac in botti di rovere (a voler essere precisi, poi, esso viene prodotto esclusivamente nell’omonima regione francese, mentre la produzione del whisky è decisamente meno localizzata).

Anche i tempi differiscono, dal momento che i produttori di cognac fermentano il succo d’uva per circa cinque giorni prima della prima distillazione, dopo la seconda distillazione, il liquore viene sigillato in botti, dove resta per un minimo di due anni (il Very Special Old Pale ha quattro anni o più di invecchiamento, l’Old Extra più di sei anni, e alcune marche oltre 20).

Incredibile ma vero: anche queste caratteristiche influiscono sulla scelta di quello che si rivelerà il bicchiere da cognac più adatto!