Alla scoperta del nobile distillato e dei migliori bicchieri da rum

bicchieri da rum

I migliori bicchieri per il rum? Ne parleremo certo, ma cerchiamo prima di capire a che tipo di bevanda ci riferiamo…

I rum si dividono, prima ancora che per nazione, in base allo stile produttivo.
La discriminante fondamentale è la scelta della materia prima da distillare: i rum agricoli vengono infatti prodotti con succo di canna da zucchero vergine, mentre quelli industriali utilizzano la melassa, ovvero il sottoprodotto della lavorazione dello zucchero.

Questi ultimi riescono ad invecchiare per un tempo maggiore rispetto a quelli prodotti con succo di canna vergine, tant’è che la scuola francese detentrice della tecnica “agricola” mette in commercio, nella maggior parte dei casi, prodotti con 8 massimo 9 anni d’invecchiamento.

Come nel caso di whiskey e cognac, anche per il rum il colore è un aspetto assai caratteristico ed essenziale, e in base ad esso si distinguono: rum dorati (o ambrati) che presentano un invecchiamento di almeno 4 anni in barili di legno (generalmente di quercia, nei quali sono già passati bourbon o sherry), e i cui maggiori produttori sono Zacapa, Matusalem, Pampero; rum chiari, secchi, non troppo strutturati, di breve invecchiamento; rum scuri, di lungo invecchiamento e aromi intensi e marcati (con sentori di spezie e liquirizia, e aggiunta di melassa o caramello); rum speziati, prodotti con cinnamomo, anice e pepe, di colore ambrato o scuro (il Captain Morgan è il più richiesto).

I premium (o Overproof) presentano invece un lungo invecchiamento, vanno consumati lisci e quasi mai per la creazione di Cocktail: caratterizzandosi talvolta per una gradazione superiore ai 50° è possibile degustarli anche con una piccola porzione di acqua aggiunta.

Pur non essendo propriamente un rum, la Cachaça è prodotta anch’essa dalla canna da zucchero e presenta un invecchiamento breve (non oltre i 12 mesi).

Il processo di lavorazione del rum comprende la fermentazione, la distillazione, l’invecchiamento e la miscelazione.

I migliori bicchieri per il rum: le proposte della GLENCAIRN

E passiamo adesso ai bicchieri più blasonati per la mescita di questo straordinario prodotto: tra i migliori bicchieri per il rum figurano quelli dell’inglese GLENCAIRN, che da oltre 30 anni produce vetro e cristalli su misura e di alta qualità. Il bicchiere da degustazione nasce da un’intuizione di Raymond Davidson che grazie alla sua particolare conformazione più sottile nella parte più alta che consente di mantenere una quantità ottimale di liquido a contatto con l’aria cosicché gli aromi si sprigionino, mentre la base solida e più larga permette di apprezzare al meglio il colore.

Il Glencairn Mixer Glass è il bicchiere ufficiale per il barboun Canadese, ma presentando un’apertura decisamente più larga del classico calice Glencairn, si presta perfettamente a rum non Agricoli e invecchiati.

Procedendo ancora con le migliori suppellettili in vetro per la mescita del rum troviamo il bicchiere Mulata de Cuba, quello Damoiseau, il Karukera, il Matusalem, il Bielle, il Brugal, l’Abuelo: si tratta di oggetti che possono abbastanza facilmente essere reperiti, i cui costi si aggirano sui 5 euro, e i cui produttori sono gli stessi che realizzano alcuni dei rum più noti e importanti in circolazione.

Durobor, 81672 - Duke Royal, Set di 6 bicchieri da rum

Durobor - Articoli per la casa

18,85 EUR

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Rum: la degustazione da maestro!

Ma per i veri intenditori il bicchiere migliore per la degustazione del rum è lo snifter (in vetro sottile, con stelo e vaso panciuto) o anche, in alternativa, un calice da vino bianco.

Vista, olfatto, gusto e tatto sono tutti impegnati nella degustazione di un rum pregiato.

Come un’ottima suppellettile in vetro per questo liquore si riconosce anche dallo spessore delle pareti e del fondo, allo stesso modo un buon rum si intercetta per le “lacrime” che si formano lungo i bordi: se sono dense e scivolano lentamente, il liquore è viscoso, e quindi più invecchiato. Meno considerato invece il colore, dal momento che parecchi produttori aggiungono caramello per scurire.

Passando al naso, gli effluvi sono generati dalle materie prime utilizzate, dal tempo e dai tipi di botte in cui viene fatto invecchiare. Sentori come quelli di vaniglia rilasciati dalle botti di quercia americana, o quelli di cioccolato e frutta secca conferiti dallo sherry durante la seconda stagionatura: Zacapa” impiega addirittura quattro tipi diversi di botte per l’invecchiamento, e cinque per lo Zacapa XO: da qui la complessità dei suoi bouquet!

In bocca, dopo i due primi piccoli sorsi, la parte frontale della lingua cattura le note dolci, mentre nella parte centrale quelle amare, a seconda poi anche dell’invecchiamento, che ne ammorbidirà il gusto.

Strano a dirsi (per i neofiti), anche il tatto gioca il suo ruolo nella degustazione, dal momento che la differenza di temperatura tra il nostro corpo e il liquore (che si aggira sui 20°: mica poco!) deve essere colmata proprio grazie al calore delle mani che, per via della sottigliezza di un buon bicchiere da rum, passa alla bevanda, che è adeso pronta per essere assaporata…