La bellezza di una tavola apparecchiata con stile: la storia delle posate Alessiposate alessi

Avete voglia di impreziosire la vostra mise en place con degli oggetti dallo straordinario gusto estetico e dalla forte vocazione al design? Allora i servizi di posate Alessi fanno al caso vostro!

L’azienda, fondata nel 1921 come “Officina per la lavorazione della lastra in ottone e alpacca, con fonderia”, si è da sempre caratterizzata per la sua capacità di adattamento ed evoluzione, che ne hanno fatto un esponente di punta tra i marchi dell’home decor italiano, autore di una produzione estremamente variegata ma sempre contrassegnata dalla grande qualità e spesso dalla capacità di precorrere tempi e gusti, o comunque di saperli perfettamente interpretare e tradurre. E questo grazie al giusto mix tra l’apertura verso gli scenari internazionali e il profondo radicamento nella tradizione culturale del territorio di appartenenza: sintesi riuscita tra artigianalità e ausilio meccanico e industriale.

L’impegno dell’azienda è quello di lavorare costantemente in equilibrio tra le espressioni più avanzate della creatività internazionale e i desideri del pubblico.

Alcuni degli “artefici” delle posate Alessi

Dall’intento di conservare lo spirito innovativo e sognante del design pur portandolo nelle case delle persone (e dunque sottoponendolo a processo industriale), nasce la collaborazione di Alessi con firme importanti che danno vita ai suoi prodotti, tra cui la posateria.

Ad esempio Inga Sempé, designer francese che progetta mobili, lampade e altri oggetti di design oltre che per Alessi, anche per Ligne Roset, Baccarat, Tectona, LucePlan, e il produttore americano Artecnica, mirando ad oggetti semplici, sostenibili, ma non minimalisti, nei quali la funzione è importante e il materiale deve sostenerlo.

L’artista è artefice del servizio di posate “Collo-alto”, così denominato per via della forma allungata e ristretta del segmento che unisce il manico alla parte attiva delle posate, che si definiscono per un contrasto netto ed evidente fra linee curve e dritte.

O anche Marcel Wanders, autore del servizio da tavola “Dressed”, così denominato perché la decorazione di cui è vestito serve a farlo risaltare ma senza che prenda il sopravvento, tant’è che essa viene inserita in spazi defilati, un po’ nascosti, poco visibili, al contrario di quanto accade normalmente.

Wanders, artista dei Paesi Bassi, è noto soprattutto per la sua ‘ Knotted Chair’, considerata un classico moderno, realizzata completamente con cavi di carbonio e aramide, annodati come nell’artigianato classico, poi impregnata con resina epossidica e appesa in una cornice ad asciugare. La trasformazione delle corde da morbide e piatte ad oggetto stabile e tridimensionale è tanto affascinante da esserle valsa un posto nella collezione permanente del Museo di Arte Moderna di New York.

Anche questa grande firma progetta, oltreché per Alessi, per Bisazza, Poliform, Flos, Boffi, Cappellini, etc.

Se invece amate osare e stupire, tra le posate Alessi optate per “eat it”, servizio proposto da Wiel Arets che si caratterizza per la forma particolare e le dimensioni contenute ed eleganti, che consentono di sovrapporre coltello, forchetta e cucchiaio, per apparecchiare la tavola in un modo assolutamente innovativo!

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Se vi piacciono le forme morbide e arrotondate, la scelta forse più appropriata ricade sulle posate Nuovo Milano, vincitrici del XV Compasso d’oro nel 1989, disegnate da Ettore Sottsass, architetto, designer e fotografo italiano scomparso nel 2007, le cui opere comprendono, giusto per citarne qualcunala consolle di comando dell’Olivetti Elea 9003, macchine da scrivere, personal computer, librerie da parete, mobili, lampade, tavoli e tavolini, specchi, credenze, vasi, e chi più ne ha più ne metta!

Le posate “Asta” completano il concept per la tavola di Alessandro Mendini, architetto, artista, designer e design manager, teorico e giornalista, artefice di famosi oggetti di Design Industriale, tra i quali la poltrona Proust per Alchimia Edizioni (1976), il cavatappi Anna G per Alessi (1994), e la lampada Amuleto per Ramun (2013).

Il set di posate in questione può essere composto da 36 pezzi (ergo, per 6 persone) in acciaio inossidabile 18/10 lucido ed è disponibile su Amazon al costo di 300 euro.

Lo stesso artista sigla anche la collezione Asta Barocca, nella quale si diverte a scombinare gli stili mescolandoli con leggerezza ed eleganza: i manici hanno una forma che richiama quella delle posate tradizionali, e la decorazione somma a motivi di stile barocco altri tipicamente floreali, che con dovizia di cura e particolari contribuisce a definire il carattere di questa posateria, tutto giocato sui chiaroscuri creati dal contrasto tra i motivi in rilievo e le superfici lisce. Questo servizio di posate è composto da 75 pezzi (in sostanza un servizio da tavola per 12), ma viene proposto a non meno di 800 euro (ma è disponibile anche una versione da 24 pezzi a poco più di 250 euro)!

Giocano sulla particolarità delle forme anche Massimiliano Fuksas e Doriana Mandrelli (titolari dello studio Fuksas, che negli ultimi 40 anni ha sviluppato un approccio innovativo attraverso una sorprendente varietà di lavori, che spaziano da interventi urbani ad aeroporti, da musei e luoghi per la cultura a spazi per la musica, da centri congressi a uffici, da progetti di interni a case private e collezioni di design) che con Colombina Collection rompono il mondo della tavola classica e rituale con un tratto incisivo e contemporaneo.

Le sorprese delle posate Alessi

Assolutamente sorprendente anche “Bettina”: un’interpretazione libera, poetica, molto originale, con la coppa del cucchiaio piegata verso sinistra, e l’impugnatura del coltello incurvata verso la medesima direzione.

Ma chi dice che per una tavola “fashion” possano essere impiegate solo posate di acciaio? Le quattro stoviglie in plastica “Zlin” (dal nome di un aereo da guerra cecoslovacco) furono originariamente pensate da Jan Kaplicky  per il servizio di bordo per linee aeree, ma furono poi leggermente ingrandite rispetto al disegno originale per adattarle ad un uso domestico, per cui si potrebbero tranquillamente adoperare per una cena anticonvenzionale o per una gita all’aria aperta, garantendosi delle piacevoli composizioni formali sulla tovaglia (che essa si trovi sulla tavola piuttosto che su un prato erboso). Inoltre queste posate possono essere lavate in lavastoviglie con un ciclo a bassa temperatura.

Materiale termoplastico, questa volta a finitura lucida, e possibilità di lavaggio in lavastoviglie, anche per i manici di All-Time, le posate Alessi disegnate da Guido Venturini, che offrono una presa dolce ed ergonomica, grazie alla loro forma arrotondata, disponibili in nero, bianco avorio, azzurro, grigio scuro e rosso.

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